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Giacomo Manzù, nome d‘arte di Giacomo Manzoni, è considerato fra le personalità più significative della scultura italiana.

Costretto ad abbandonare precocemente gli studi per motivi economici, impara a lavorare e intagliare il legno. La carriera di Manzù inizia con la decorazione della cappella dell’Università Cattolica di Milano. Nel 1933 alcuni busti ottengono grande successo alla Triennale di Milano e nel 1934 espone con successo a Roma assieme al pittore Aligi Sassu.

Pur ricollegandosi all‘impressionismo di Medardo Rosso, il lavoro di Manzù esprime i valori della scultura antica e un‘alta ispirazione religiosa e civile. Nelle sue sculture lavora la cera e il bronzo e la materia plasmata appare vibrante e sensibile agli effetti e alle sfumature di luce. I soggetti preferiti da Manzù sono ritratti di donne (in particolare della sua compagna di vita Inga), di giovani e bambine sedute o nell’atto di danzare, di nudi, a volte fortemente erotici.

Fu ampiamente riconosciuto in ambito internazionale e nazionale. Notissimi sono i suoi cardinali e il portone della Basilica di San Pietro.

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