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Per Art Site Fest, Salvatore Astore, presenta cinque grandi sculture scelte e realizzate per le Stanze di Verzura del Gran Parterre della Reggia di Venaria. Il progetto è pensato in funzione delle grandi quinte vegetali della Reggia, per accompagnare il pubblico nel percorso di visita ai Giardini. Così come accadeva nelle grandi dimore reali del passato, l’artista è chiamato a interpretare uno spazio suggestivo, offrendone allo spettatore una sua personale visione.

La mole grave delle forme metalliche di Astore fa da contrappunto alla geometria in continua evoluzione delle specie vegetali che le circondano. E mentre le sculture di Astore seguono un profilo naturale, prendendo a prestito le forme da massi o grandi gusci, le specie vegetali, potate secondo il gusto del Giardino all’italiana, si allontanano dalla loro condizione originaria per diventare un mero gioco di forme astratte.

L’intervento di Astore mette in scena, dunque, un dialogo, fatto di contrasti e rimandi, formali e concettuali, espresso nei colori, nelle forme e nei materiali.

Il dialogo tra le forme è ripreso anche nei brani musicali che il compositore Lamberto Curtoni ha scritto espressamente per il progetto di Astore, in occasione di Art Site Fest.

Lamberto Curtoni ha sviluppato cinque brevi composizioni ispirandosi alle sculture di Astore e, al tempo stesso, al ricercar barocco, nel quale convergono i concetti di fuga e di contrappunto, rintracciabili nelle soluzioni figurative messe in opera da Astore per le prospettive del Giardino.

Salvatore Astore è nato a San Pancrazio Salentino (Br) nel 1957. Vive e lavora a Torino dove ha frequentato l’Accademia Albertina di Belle Arti. Attivo sin dai primi anni ottanta sulla scena italiana e internazionale, Astore privilegia i linguaggi della scultura, della pittura e del disegno.

Ha partecipato a numerose mostre, curate tra gli altri da Renato Barilli, Mirella Bandini, Marisa Vescovo. Nel 1996 ha partecipato alla XII Quadriennale di Roma e nel 2008 alla XIII Biennale internazionale di cultura a Carrara, a cura di Francesco Poli. Del 2010 è la grande mostra personale presso Fondazione 107 di Torino con un progetto site specific, mentre del 2018 è Anatomico Organico Industriale, sempre alla Fondazione 107.

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