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Il silenzio e la sospensione del tempo sono le caratteristiche principali dei lavori di Walter Moroder. La vita evocata dalle sue figure appare come non pienamente reale. I volti delle sue donne, colte in una posizione ferma eppure instabile, hanno spesso sguardi assenti, come attratti da qualcosa che è oltre lo spazio della scultura e dello spettatore. La loro instabilità è data dall’essere qui, cioè nell’occupare fisicamente uno spazio concreto e presente, ma nello stesso tempo dal collocarsi psichicamente in un’altra dimensione.

Per Moroder, l’arte è il luogo in cui le questioni sociali e politiche, le mode e gli interessi, sono in una luce diversa, appartata e metafisica.

Walter Moroder nasce nel 1963 ad Ortisei (Bz), dove vive. Il padre scultore lo introduce alla lavorazione del legno che egli approfondisce studiando scultura presso l’Università di Monaco di Baviera. L’interesse per la figurazione costituisce da sempre una parte integrante della cultura di Moroder. L’ambiente ladino e la grande tradizione della Scuola gardenese, congiuntamente agli studi accademici sotto la guida di Hans Ladner, sono stati fondamentali per delineare un percorso attento allo studio del corpo umano, al legno e al rapporto tra spazio e figura.

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